Kevin Schwantz uno dei pochi campioni ad aver lasciato il segno nel cuore degli appassionati di motociclismo. Nato in Texas nel 1964, mostra subito un talento innato per le moto e inizia a correre nel trial, nel dirt-track e nel supercross ma sono le gare in pista che lo rendono famoso. La grinta, la fame di vittorie, la sua sintesi di genio e sregolatezza lo rendono un pilota estremamente spettacolare, ma spesso incline all'errore. Kevin si fa notare da Barry Sheene nella prima met degli anni '80 in unacorsa molto particolare, il Transatlantic Trophy, una sfida tra piloti americani ed europei. Arriva cos al mondiale, deciso ad imporre il suo stile fatto di frenate ritardatissime, curve percorse in derapata su una o entrambe le gomme e accelerazioni furibonde. La Suzuki numero 34 destinata a diventare un simbolo per gli appassionati di tutto il mondo. Il 1988 per Schwantz inizia con la vittoria sul circuito di Suzuka e l'anno successivo esplode la Schwantz-mania. I duelli in pista con Rainey, Gardner, Lawson e Doohan diventano uno dei motivi di maggior successo del Motomondiale, cos come le folli acrobazie e le danze sulle pedane che Kevin improvvisa ad ogni vittoria. Ma sono anni difficili, con una moto inferiore alla concorrenza, che solo nel 1993 gli permetter di lottare per il titolo iridato. La sfida entusiasmante: Schwantz vince a ripetizione, ma a Donington, una terribile caduta innescata da Doohan, rimette in gioco Rainey. Il sogno sembra svanire ancora, ma la sorte sar crudele con il californiano. Schwantz vince il titolo, ma perde il suo pi caro amico e pi grande rivale. Nella testa di Kevin scatta qualcosa ed il fuoriclasse texano non riesce pi a ritrovare lo smalto di un tempo l'annuncio, tra le lacrime, del ritiro, rimane un momento tra i pi toccanti in tutta la storia del motociclismo. Quel giorno un mito finisce e nasce la leggenda: la Dorna ritira il numero 34 e il Motomondiale non sar pi lo stesso... VD
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